La Psicologia giuridica in Italia

Plenaria moderata da Santo Di Nuovo

Scopo della sessione è ripercorrere gli sviluppi della storia della psicologia giuridica in Italia, e considerarne gli aspetti di ricerca e applicativi, con particolare riferimento all’impatto sociale e normativo che la psicologia ha apportato nel sistema giuridico italiano.

Sin dai primi studi pubblicati negli ultimi decenni dell’ottocento, dagli articoli di Ferri, Ferrari, De Sanctis sulla “Rivista di Psicologia” ai primi del novecento, e dai saggi di Musatti del primo dopoguerra è stata chiara la funzione della psicologia sia nella interpretazione di fenomeni di rilevanza giuridica sia nell’interazione con il sistema giudiziario nei suoi diversi aspetti, civili e penali. Questa interazione si è progressivamente svincolata da una posizione di subalternità passando ad una capacità di dialogo interdisciplinare e multiprofessionale, grazie allo sviluppo di specifiche metodologie utili nelle procedure forensi.

Dai “lie detectors” alle tecniche implicite, alle neuroscienze applicate al diritto, saranno descritti gli strumenti che la psicologia ha messo a disposizione delle indagini giudiziarie e verrà ribadita la necessità di un uso mirato e consapevole di essi.

Si farà riferimento alla Scuola di Applicazione Giuridico-Criminale istituita da Ferri nel 1913 ed alla Sezione di Psicologia Giudiziaria nel Laboratorio di Psicologia Sperimentale di De Sanctis, e sarà riportato un esempio di perizia condotta in tale ambito.

Verranno inoltre ripercorse anche le tappe della formalizzazione di centri di ricerca e associazioni specialistiche, cattedre universitarie e corsi di specializzazione e perfezionamento in Psicologia giuridica; della nascita nell’ambito della SIPs della “Divisione di Psicologia Giuridica”; fino alla costituzione di un gruppo di lavoro di psicologia giuridica all’interno dell’AIP.

Va ribadita l’importanza di approfondire i fondamenti storici e metodologici della psicologia forense per consentirne una applicazione feconda nel sistema giudiziario italiano, e favorire la formazione di psicologi specificamente preparati a tal fine.

Parole chiave: Storia della psicologia – Metodi di psicologia giuridica – Interdisciplinarità – Associazioni di psicologia giuridica – Formazione

 

I relatori della plenaria

 

Guglielmo Gulotta – Avvocato, Psicologo, Psicoterapeuta, già Professore ordinario presso le Università di Cagliari (psicologia sociale) e Torino (psicologia giuridica). Autore e coautore di oltre 30 libri e oltre 400 pubblicazioni. Presidente della omonima Fondazione.

  • Titolo: La fondazione della psicologia giuridica in Italia
  • Abstract: Il relatore riporterà le sue esperienze nella fondazione della psicologia giuridica in Italia. L’attenzione sarà rivolta soprattutto alla prima fase, fino a quando furono inaugurati i due insegnamenti universitari, l’uno a Torino, ricoperto dal relatore stesso, l’altro a Roma, ricoperto dal professore Gaetano De Leo.
  • Parole chiave: Storia della psicologia – Sistema universitario – Insegnamenti di psicologia giuridica

 

Patrizia Patrizi – Ordinaria di Psicologia giuridica e pratiche di giustizia riparativa nel Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali dell’Università di Sassari

  • Titolo: La Psicologia giuridica: sviluppi disciplinari, impatto sociale e normativo
  • Abstract: La Psicologia giuridica si caratterizza per alcuni elementi che possiamo sintetizzare come: identità interdisciplinare, strutturale disposizione al dialogo pluri-disciplinare e pluri-professionale, complessità di sguardo conoscitivo e applicativo generata da tale approccio alle questioni di pertinenza della materia.
    L’ausiliarità delle origini rispetto al diritto si è progressivamente trasformata in una capacità di interazione discorsiva, all’interno della quale la psicologia contribuisce all’applicazione della norma e alla sua capacità di evolvere in funzione dei cambiamenti sociali e degli sviluppi del sapere atti a interpretarli. Alla psicologia giuridica, peraltro,  appartengono molti filoni a rilevanza per la terza missione dell’università, con forti ricadute nella ricerca: per le sue potenzialità di disseminazione della conoscenza scientifica e la sua capacità di rispondere alle domande provenienti dalla collettività. Altrettanto rilevante è il rapporto con la professione e con la sua capacità di muoversi coerentemente con gli sviluppi scientifici, restituendo rilevanti questioni di dibattito.
    Il gruppo tematico AIP, recentemente costituitosi, è testimonianza di quanto sopra esposto, così come lo specifico focus all’interno della CPA per le esigenze formative, le interlocuzioni con il CNOP, con costituzione di gruppi di lavoro, gli interventi esperti e le audizioni per dialogare con le proposte legislative.
  • Parole chiave: interdisciplinarità, interprofessionalità, impatto sociale, sviluppo normativo, formazione.

 

Giampiero Lombardo – Ordinario di Storia delle Scienze nell’Università di Roma ‘Sapienza’,  nel 2013 ha istituito nel Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica il Laboratorio di Storia della Psicologia che ospita l’Archivio di Storia della Psicologia di cui è stato responsabile scientifico sino al 2018.
Ester Acito – allieva del Dottorato di ricerca in Psicologia e Scienza Cognitiva presso l’Università di Roma, sta svolgendo un progetto di ricerca sulla storia della criminologia in Italia.

  • Titolo: Imputabilità e infermità mentale nella perizia psichiatrica  di Violet Gibson
  • Abstract: Nella seconda metà dell’Ottocento venne a sorgere in Italia la Scuola Positiva di Diritto Penale con Cesare Lombroso (1835-1909), promotore dell’antropologia criminale, Enrico Ferri (1856-1929), fondatore della sociologia criminale e Raffaele Garofalo (1852-1934) che nel suo manuale del 1885 coniò per primo la denominazione di Criminologia. Tra quanti studiarono in Italia la criminalità e i ruoli giudiziari nel processo penale, Sante De Sanctis (1862-1935) ha occupato una posizione di primo piano. Il fondatore della Psicologia Sperimentale, darà infatti un contributo psicologico rilevante collaborando a partire dal 1913 alla Scuola di Applicazione Giuridico-Criminale appena istituita da Enrico Ferri all’Università di Roma e istituendo nel Laboratorio di Psicologia Sperimentale una Sezione di Psicologia Giudiziaria, dove svilupperà l’approccio clinico-differenziale condiviso anche da altri importanti studiosi. In questo modo caratterizzerà in senso psicologico quest’area tradizionalmente nata in ambito antropologico e freniatrico.
    La perizia psichiatrica di Violet Gibson (1876-1956), redatta nel 1926 dallo stesso De Sanctis e dallo psichiatra Augusto Giannelli (1865-1938), offre proprio un esempio del rilievo anche socio-istituzionale assunto dall’analisi psicologica che ci permette di contestualizzare sul piano scientifico la questione dell’imputabilità e della infermità mentale nel contesto della legge del 25 novembre 1926 sui “Provvedimenti per la difesa dello Stato”. Questa legge che reintrodusse, com’è noto, la pena di morte, abolita in Italia nel 1889, instituiva anche il Tribunale Speciale Militare (R.D. 12 dicembre 1926), organo voluto dal regime fascista per giudicare i reati contro la sicurezza dello Stato. Sulla Gibson che il 7 aprile del 1926 aveva attentato alla vita di Benito Mussolini (1883-1945), il Tribunale Speciale Militare emanò il 6 maggio del 1927 una delle sue prime sentenze in base a cui l’imputata, a partire da quanto accertato con autorevolezza scientifica dai periti, fu dichiarata non perseguibile per infermità mentale. In seguito per evitare difformità valutative con i freniatri, le perizie sulle condizioni mentali degli imputati non furono più richieste e il Tribunale Speciale tra il 1931 ed il 1943 pronunciò autonomamente ben 132 sentenze di condanne a morte di cui 86 eseguite.
  • Parole Chiave: Psicologia giuridica in Italia – Violet Gibson – attentato a Mussolini – infermità mentale –  pena di morte.

 

Santo Di Nuovo – Ordinario di Psicologia nell’Università di Catania, presidente Associazione Italiana di Psicologia.

  • Titolo: Sviluppi degli strumenti neuroscientifici applicati alla psicologia forense
  • Abstract: Dai primi lie detector in ambito giudiziario, proposti da Casare Lombroso, si è passati alle “macchine della verità” introdotte da John Larson  negli anni ’30 del novecento e poi nel secondo dopoguerra da Reid. Nuovi apporti alla ricerca della verità giudiziaria sono venuti delle neuroscienze grazie alla possibilità di registrare risposte elettroencefalografiche (come il potenziale P300 in risposta a stimoli significativi per la memoria) e poi alle tecniche di “Mind-reading” mediante registrazione dell’attività elettrica cerebrale o risonanza magnetica funzionale, fino al “Brain Fingerprinting Lab” di Lawrence Farwell.
    Verranno presentate utilità e limiti di queste tecniche se proposte come “prove” da utilizzare in campo forense, per rilevare simulazioni, dissimulazioni e attendibilità delle testimonianze; e una riflessione generale – di taglio storico-metodologico – sull’apporto che le neuroscienze possono dare alle conoscenze e alle procedure giuridiche.
  • Parole chiave: storia della psicologia forense – neuroscienze – lie detector – Brain Fingerprinting
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